Il contratto a progetto

Contratto a progettoIl contratto a progetto è attualmente disciplinato dal Decreto Legislativo n. 276 del 2003 (legge Biagi) ed è stato introdotto per limitare gli ex co.co.co (collaborazioni coordinate e continuative) che venivano spesso utilizzati per nascondere dei veri e propri rapporti di lavoro dipendente a tutti gli effetti.

Con i contratti a progetto, il lavoratore viene considerato un lavoratore autonomo e non un dipendente come molti pensano.
Questo dovrebbe rendere completamente libero ogni lavoratore di operare come meglio preferisce, prendendo autonomamente le decisioni più opportune senza sottostare a direttive imposte dal datore di lavoro. Nella realtà il lavoratore è costretto a lavorare all’interno dell’azienda seguendo i tempi imposti dal ciclo produttivo, rinunciando di fatto a quella autonomia che la stessa circolare dell’ 8 gennaio 2004 porta a conoscenza dei lavoratori con queste parole: “Si deve coordinare la propria attività ai tempi di lavoro e alle necessita del committente”.

Mentre i contratti co.co.co non prevedevano una forma scritta, i contratti a progetto la prevedono e nello specifico si deve indicare:
• il contenuto del progetto
• la durata del progetto
• la retribuzione con tempi e modalità di pagamento più eventuali rimborsi spese
• le modalità di coordinamento col datore di lavoro
• le misure adottate per la sicurezza nel luogo di lavoro

Durata e cessazione
Per i contratti a progetto, non vi è un termine massimo di durata stabilito per legge.
Il datore di lavoro può interrompere il rapporto lavorativo per giusta causa o per alcune clausole inserite ad oc nel momento della firma del contratto: una di queste può essere quella di dare facoltà al datore di lavoro di interrompere la collaborazione in un qualsiasi momento con un semplice preavviso (vedi: art. 76 comma 2 del D.Lgs 276/2003).
Il datore di lavoro può decidere di interrompere anticipatamente il contratto anche in caso di malattia o infortunio del lavoratore.

Contratti successivi
La legge permette di proporre contratti identici o completamente diversi allo stesso lavoratore; non vi è alcun limite nemmeno in questo aspetto.

Retribuzione
La legge non dà alcun vincolo al datore di lavoro sulla quantità di denaro da corrispondere al lavoratore che però baserà la retribuzione da dare solo sulla quantità e qualità del lavoro eseguito. Per un calcolo più equo e giusto dello stipendio, la legge indica di riferirsi alle tariffe per analoghe prestazioni nel lavoro autonomo.

Malattia e infortunio
Anche se il lavoratore ha l’obbligo di inviare un certificato medico che attesti il motivo della propria indisponibilità, nei giorni di assenza non percepirà alcun salario e, gli stessi giorni, non saranno sostituibili con altri giorni di lavoro che, quindi, farebbero slittare la scadenza del contratto.
Se la malattia avrà una durata superiore a 30 giorni o comunque supererà il periodo di 1/6 (un sesto) della durata contrattuale, il datore avrà facoltà di recedere il rapporto di lavoro.
Solo in caso di ricovero ospedaliero e a patto che il lavoratore versi un contributo addizionale dello 0,5, il lavoratore riceverà una indennità di malattia.

Gravidanza
Durante il periodo di gravidanza, il contratto si sospende e viene prorogato di 180 giorni.
Come con i co.co.co., la donna può avere una indennità per il periodo che va dai 2 mesi precedenti ai 3 mesi successivi il parto solo se iscritta alla gestione separata dell’INPS.

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56 Commenti a “Il contratto a progetto”

  1. [...] BlogOnJob.it potrete trovare ulteriori informazioni e approfondimenti su questo particolare contratto. [...]

  2. IL CONTRATTO A PROGETTO è UNA VERA E PROPIA DELUSIONE,TANTO LAVORI TANTO GUADAGNI,SI VIVE PER FINO CON LA PAURA DI AMMALARSI…PRIMO PERCHè POTRESTI ESSERE MANDATA VIA E SECONDO NON TI PAGANO NULLA!!!SI ANDRà SEMPRE PEGGI?SONO FIDUCIOSA PERCHè SONO ANCORA GIOVANE,MA SPERO PER ME E PER TUTTI COLORO CHE SI TROVANO NELLA MIA STESSA SITUAZIONE CHE LE COSE CAMBINO PER IL MEGLIO…L’IMPORTANTE ESSERE BUONI ED ONESTI LAVORATORI.

  3. Persino con una laurea in ingegneria e tanto di abilitazione professionale, ma senza raccomandazioni, lavoro con contratto a progetto a 600 euro/mese, anche nel Nord-Est…
    Era meglio andare a lavorare dopo la 3 media, invece di pagare le rette universitarie in favore di professori comunisti e assenteisti!

  4. il contratto a progetto e una vera fregatura, forse dobbiamo ringraziare la legge biagi, tutto a favore dei datori di lavoro che succhiano il sangue di chi per per necessità e costretto ad accettare,la legge biagi andrebbe abolita, in un rapporto di lavoro non può non essere determinata una retribuzione e un orario di lavoro,una malattia,una gravidanza,ma gli ispettori del lavoro che fanno,no forse in queste aziende prima delle visite ispettive i collaboratori inpauriti dal licenziamento per giusta causa non parlano e accettano quanto gli viene imposto.grazie biagi

  5. appoggio pienamente i precedenti commenti…è uno schifo! nn basta piu essere laureati,avere esperienza e qualifiche conta solo dare il proprio sangue a qsti vampiri assetati che mentre mettono il proprio c…o…al sole ti lasciano a ballare sui carboni ardenti!!che schifo…..vergogna!

  6. Ciao ragazzi.Sono pienamente d’accordo con voi!!!Più si cresce e più si vede che le persone “per fortuna non tutte” pensano solo a loro stessi e a volte addirittura come alcuni datori di lavoro, ti sfruttano!!
    Io ho 29 anni e sono laureato in giurisprudenza e vedere che la professione è quasi impossibile e pensare che solo un call center forse è disposto a pagarti quattro soldi è deprimente.
    Comunque dentro di me c’è fiducia e speranza anche perchè ho fede in Gesù Cristo e sento sicuramente che aiuterà tutti noi che non abbiamo raccomandazioni e che siamo onesti.
    Saluti a tutti.!!!!!!

  7. io lavoro con un contratto a progetto in un call center……che fregatura. ho un orario di entrata e uno di uscita dal lavoro, sei giorni su sette, non prendo un fisso mensile, e se sto male devo avere paura di tornare perchè il datore di lavoro ti guarda storto. anzi vi dirò di più non posso prendere nemmeno dei giorni di permesso più del dovuto. CHE SCHIFO!!!!!!!

  8. Il 25 agosto inizierò una collaborazione con contratto a progetto.
    Sono fiduciosa perché ho avuto una buona impressione dei titolari dell’azienda.

    Non penso che i datori di lavoro siano tutti dei vampiri-schiavisti. C’è parecchio vittimismo tra i dipendenti, probabilmente mescolato a invidia e una visione riduttiva (soprattutto nei confronti del lavoro svolto dal capo).
    Inoltre spesso ci sono più paranoie mentali che rischi reali di perdita del lavoro nel mettere in pratica i propri diritti.

  9. Si si, continuate pure a essere fiduciosi, a pregare i santi, a essere ottimisti ed evitare i vittimismi. Continuate a dare il sangue a questi capitalisti di merda che guadagnano i miliardi sulla pelle di noi lavoratori. Ma dico, ma che generazione di rincoglioniti è venuta fuori se anzicchè andare a dirgliene quattro a questi politici che di giorno in giorno peggiorano la situazione di tutto il sistema, si pensa a sperare e pregare?

  10. POVERI NOI CO CO CO!!!!

  11. E’ la generazione discendente da coloro che con l’assenteismo impenitente, il corporativismo sindacale, il nepotismo, il veterocomunismo di facciata, il rampantismo liberal, il fanca..ismo politically correct, la farisaica devozione chiesastica, la corruzione e lo spreco di denaro pubblico, la collusione mafiosa, il governo dei canali d’informazione, hanno bruciato ogni risorsa, ogni buon proposito di rivoluzione sociale, ed ancora tengono il potere con una mano, con l’altra le p…e dei lavoratori.
    La sua progenie è in maggioranza costituita da una massa di ignorantoni massificati, superficiali, infantili, vuoti, (a prescindere dal titolo di studio raggiunto), per i quali la felicità trova sostanza nella griffe, nell’happy hour, nel telefonino ultimo modello, nella ultima stron.issima suoneria da cerebrolesi, nella macchina che guidano, nei programmi di Maria De Filippi, la moviola alla domenica, ecc… ecc…
    Perché non agiscono? Dici?
    Perché quanto appena elencato rappresenta la loro massima aspirazione sociale e di benessere, e perché sono convinti che prima o poi il clan familiare riuscirà ad inserirli dove “meritano”.
    La minoranza, quella parte della popolazione insoddisfatta di questa società malata, è posta in situazioni contestuali e familiari che la obbliga ad accettare per estrema necessità queste forme contrattuali aberranti, ed è delusa dalla “Sinistra” al punto tale da rinunciare alla minima manifestazione di dissenso che non si risolva nello sfogo da bar, come potrebbe sembrare, magari, il presente.
    Non ci sono leaders, Dario, perché non c’è seguito.
    Non ci sono masse perché non c’è un leader.
    Il lavoratore è solo. Il disoccupato è solo. Il precario è solo.

  12. Scusate, una domandina…per laurearsi ho il diritto di prendere giorni liberi per la preparazione del’same oppure conta come la vacanza?( contratto a progetto)
    grazie

  13. Ragazzi.

    Qui non ci sono soluzioni perchè la testa della gente vuota. Però, io voglio credere……e voglio un riscontro reale al fatto di pensare che siamo tutti così stupidi.
    Voglio chiedervi di scendere in strada “tutti” per una manifestazione pacifica che dimostri il nostro dissenso a questo sistema….
    Propongo Venerdì 12 Dicembre…..a Torino in P.zza Castello…le adesioni verrano raccolte su questo blog…basta che ognuno scriva dicendo “SI” e conteremo le persone…. se entro Dicembre non saranno migliaglia capirò che devo emigrare!!!!

    Saluti
    Andrea

  14. Per due anni ho lavorato con contratto a progetto, dalle 9.00 alle 20.00 di sera compreso il sabato per Euro 740 al mese, per ogni giorno di assenza dal lavoro,per malattia o problemi vari,mi venivano detratte Euro 30,ferie pagate ma ridotte al minimo.Ragazzi,è un vero schifo!Si esce da tanti anni di studio con mille ambizioni per poi trovarsi a prendere una media di 3 euro all’ora,comunque con mille pretese da parte del datore di lavoro e se qualcosa non va bene…..a casa!

  15. Cavoli anche io lavoro come segretaria con contratto a progetto..è una vera fregatura…sono venuti i controlli dell’inps e hanno constatato l’inadeguatezza del contratto..secondo voi dopo quanto viene spedito il verbale???(sono passati due mesi)..

  16. io laureato ho lavorato con un contratto a progetto e mi occupavo di materie per cui mi ero specializzato( fondi europei). Poi ho lavorato in un supermercato ho sgobbato, avevo un contratto a tempo indeterminato con le dimissioni già firmate (che schifo). Sono andato via e adesso son un disoccupato laureato. rivoglio i soldi delle tasse universitarie.

    Distinti saluti Non raccomandato

  17. Ciao a tutti ragazzi, sono la mamma di una 20enne che ha già lavorato con contr. a prog. concordo con voi che questo contratto sia una fregatura, perchè non vi tutela per niente ma tutela soprattutto i datori di lavoro che con false promesse fanno contratti con durata di un tot. e se si dovessero presentare altre occasioni magari vi si rinuncia!!!!!!!! Allora ragazzi forza a questo punto dovete fare voi il prezzo e se vi si presentasse un’altra occasione lasciare quello per prendere quello ( purtroppo e scusate il modo) bisogna fare come all’asta!!!!!! (capisci a mè) darsi al miglior offerente. E poi che dire, bisognerebbe scendere in piazza a farsi valere per le cose concrete ed i bisogni veri, non come fanno quelli che scendono in piazza a fare casino perchè il pallone non ha rotolato nel senso giusto. Comunque ragazzi tanti auguri e soprattutto fatevi valere per quello che ritenete giusto, perchè sapete che c’è che sulla piazza avete tanta concorrenza.

  18. capisco che per molti si riveli occasione di sfruttamento…, ma temo anche che in non pochi casi ci sia pochissima disponibilità ad iniziare comunque qualcosa, ad imparare, a sbattersi per “fare”piuttosto che non…
    Nessuno è obbligato ! Si, sicuramente tanti datori ci marciano,
    ma almeno la metà di quelli non assumerebbero nessuno se non ci fosse questa possibilità !
    Bisognerebbe capire che c’è anche il “meglio che niente”, in attesa del meglio.
    Tanti anni fà, in un mondo assai meno “garantito” io, figlio di agiata famiglia borghese, universitario ma già lavoratore, in seguito rivesci economici, mi ritrovai a scaricare cassette al
    mercato ortofrutticolo alle 5 del mattino, totalmente “precario” ma senza sentirmi per nulla sfruttato, ben contento altrimenti di poter mangiare tutti i giorni !
    E fù una della diverse dure esperienze che credo mi abbiano forgiato.
    Perchè invece di “scendere in piazza” (ma tutte le piazze Italiane dovrebbero essere ogni giorno intasate dai tanti che ritengono averne motivi ) chi è scontento non cerca fortuna altrove, emigrando ad esempio, come si faceva una volta ?
    Temo che per tanti figli del garantismo, dei diritti prima che dei doveri ( e ne conosco personalmente diversi). sia assai più comodo lamentarsi ad oltranza e recriminare che non cercare alternative.
    Tutto ciò affermo per dare un colpo anche alla botte ( qui ho letto solo di colpi al cerchio !), ma sicuramente senza escludere che ci siano veramente tanti datori che si approfittano della situazione ( ma credo anche che siano quelli che non sarebbero “imprenditori” se non ci fosse qualcuno da sfruttare)…
    Scusate la voce fuori dal coro.
    I migliori auguri a tutti,
    giorgio

  19. Ciao a tutti ragazzi, ho sentito il bisogno di scrivere anchi cio che penso dopo aver letto i vostri commenti, e mi è venuto da pensare che siamo davvero tutti sulla stessa barca. Io lavoro a progetto in una agenzia immobiliare, e mi rendo conto di aver firmato più che un contratto ( perdonatemi il francesismo) UNA VERA INCULATA, il mio contratto dice che non ho obblighi di orari di presenza in ufficio e cosi dicendo, ma prova a stare a casa e poi torni in ufficio e quasi devi giustificarti, ma apparte questo, mi viene da pensare che ho 23 anni e faccio un lavoro che non mi permette di finanziarmi neanche una macchina usata, non posso progettare niente per il mio futuro, l’unica cosa che spero è che eliminino dalla faccia della terra questo insulso tipo di contratto che come avete detto anche voi è comodo ovviamente solo al titolare,ma non certo a chi si fa il culo 8 ore al giorno.

  20. giorgio rispondo a te molto brevemente, capisco e comprendo cio che dici, anche perchè alla fine si ci lamentiamo ma cmq sia la mattina ci alziamo e andiamo a lavorare, perchè oggi meglio poco che niente, e bisogna essere disponibili a tutto, però guardandi in faccia al contratto a progetto quallo che fa rabbia è che è stato creato ancora una volta qualcosa che da i soldi a chi i sooldi ce li ha già e ne da davvero pochi a chi i soldi servono e tanto.

  21. sono una ragazza di 23 anni e ieri ho fatto 1 colloquio x un call center che ha il contratto a progetto.. ho deciso di iniziare xò non sono molto convinta.. T danno prop poco e non hai certi diritti: malattia, ferie pagate.. K schiffo qst contratto, vorrebbe abolito!!!

  22. ciao a tutti…leggendo i vostri commenti non posso fare a meno di rispondere…io mi trovo peggio di vvoi..a a lavorare n un negozio di abbighliamento di cinesi..che anche con la febbre devo andare a lavorare nn ti gratificano nemmno per tutto cio che fai..prendono in giro sono falsi e ipocriti…non o nemmeno un contrattoed e da un anno e pasa che lavoro li come una schiava…ce la figla del titolare che ha 20 anni ma nn fa mai niente…putroppo piu si va avanti e sara peggio…mi hanno chiamata pr un colloquio dove offrono un contratto a progetto..ma leggendo voi che lo avete gia mi passa gia la voglia di andare a senire di cosa sti tratta. be buona giornta a tutti.
    jessica

  23. ciao a tutti ho letto un po tutti i vs commenti e sono pienamente d accordo lavoro da anni in un call center in out baund… perche data l eta nn riesco a trovare di meglio.. ho una figlia e purtroppo lavoro solo io.. con il famoso contratto a progetto .. sotto pagata 6.20 netti all ora uno schifo… nn hho malattia ne ferie pagate.. con la paura di ammalarmi (ci perderei i miei soldini giornalieri)e con la pressione costante di dover vendere un tot. di al giorno altrimenti viieni licenziata( pper giusta causa)…sei costantemente sotto controllo nn puoi nemmeno alzare la testa per scambiare una parola conn la collega…..nn chiedo tanto ma almeno pagateci la malattia … E’ ORA CHE IL GOVERNO FACCIA QUALCOSA ANCHE PER NOI SIAMO CMQ LAVORATORI BUTTIAMO ANCHE NOI IL SANGUE TUTTI I GIORNI PER PORTARE A CASA 4 SOLDI…CIIAO A TUTTIIIIIIIIIIII LUCY

  24. Che dire ragazzi, anchio come voi ho un contratto a progetto, niente orario, mi alzo alla 5,30 del mattino e rientro alla 6 di sera, per i soldi non lo dico nemmeno, mi spiace non solo per me ma per tutti quelli che hanno buona volonta di lavorare ma purtroppo subiscono l’ ingiustizia di chi strumentalizza le persone per i propri fini, le persone sono meno importanti del denaro quasto lo ha stabilito l’ uomo stesso con la sua malvagità ed il suo egoismo, sono molto deluso……………….

  25. Ciao ragazzi! Ho letto i vostri commenti e siamo tutti quasi nella stessa situazione. Mi hanno offerto un contratto a progetto 8 ore e mezzo di lavoro al giorno, 6 giorni su 7 a 500 lordi più percentuale su vendite. Chi scrive che dobbiamo ribellarci ha pienamente ragione….ma nessuno ha il coraggio di farlo o l’opportunità e quindi ci accontentiamo di quello che c’è (io inclusa)…ho dei sogni nel cassetto come tutti voi ma purtroppo in attesa che i sogni si avverino devo pure campare e se nel mercato ci sono solo questi schifosi contratti di m…. è perchè “chi di dovere” sa benissimo che la gente pur di non morire di fame si abbassa a certi contratti surreali! Dovrebbero tutti loro provare l’ebrezza di questo contratto per 3 mesi…assaporerebbero anche loro il brivido del precariato! Altro che film horror!

  26. Se l’azienda licenzia i dipendenti possono mandare via qualcuno con il contratto a progetto prima della scadenza del contratto?

  27. che schifo sti contratti!!!!!! dovrebbe venire la fine del mondo, non ci si campa più bene,è diventato tutto uno schifo…

  28. bravi bravi bravi!!! votate berlusconi e anche biagi.

  29. Mi piacerebbe che fosse solo un problema politico, cioè che solo uno dei due schieramenti sia responsabile di questi contratti di mer*a. Purtroppo invece abbiamo politici (TUTTI) e dirigenti che per un motivo o per un altro sono incompetenti, corrotti o entrambe le cose.
    Io ho una laurea in ingegneria; ho lavorato già 1 anno come assegnista di ricerca e adesso sono sul punto di accettare un contratto a progetto di circa 550€ netti al mese. Il discorso che mi hanno fatto è: “non hai esperienza…la nostra azienda con questo primo contratto investe su di te…finiti questi mesi di prova avrai un altro contratto…blablabla”. Non è possibile che una persona di 27 anni si senta dire queste stron*ate! E non è possibile che gli anni di università vengano considerati pari a 0!

  30. Ciao, una info, sapete se è possibile lavorare con un contratto a progetto se si è dipendenti a tempo indeterminato di un’altra azienda?
    Grazie a tutti
    Ciao

  31. Caro Rossano,

    il contratto a progetto è compatibile con altre forme di lavoro, incluse quelle a tempo indeterminato, proprio perchè non vi sono vincoli temporali.
    In sede di dichiarazione dei redditi dovrai poi dichiarare i compensi percepiti con entrambi i rapporti di lavoro nell’anno solare.

    Un’altro commento per chi scrive che è soggetto ad orari e giorni di lavoro: il contratto a progetto non prevede un’orario di lavoro proprio perchè NON VI E’ VINCOLO DI SUBORDINAZIONE!
    Il collaboratore deve svolgere l’opera per il committente in totale autonomia. Il committente potrà soltanto coordinare il lavoro ma senza vincolo di subordinazione.
    Tutte le situazioni descritte sopra sono riconducibili a contratti di lavoro subordinato “mascherati” da contratti a progetto….Se il collaboratore è in grado di provare i fatti descritti (orario di lavoro, ferie, permessi, presenza di un superiore gerarchico, ecc) può sempre richiedere la conversione del contratto a progetto in contratto di lavoro subordinato in sede di qualificazione del contratto di lavoro.

    Premesso ciò concordo con Giorgio in parte….
    Se non esistessero questi contratti molti datori di lavoro non sarebbero in grado di offrire posti di lavoro (anche se precari).
    In molti casi quindi si tratta di un’opportunità per persone che non avrebbero modo di ricollocarsi altrimenti sul mercato del lavoro.
    Per contro molti altri datori (spesso sono quelli con dimensioni occupazionali medio-grandi) ne approfittano, applicando contratti in modo inappropriato.
    Tutto sta al buonsenso della gente….sempre più raro (per entrambe le parti, datori e lavoratori).

    Un saluto a tutti.

  32. Sono una ragazza di 34 anni ho lavorato per 13 anni con un contratto a tempo indeterminato purtroppo per l’andamento del mercato c’è stata la decisione da parte dell’azienda di chiudere la filiale dove io operavo mettendo tutti i lavoratori in mobilità.
    Dal 22 giugno 2008 percepisco un indennità di mobilità e dal 2 febbraio dopo aver ricevuto informazioni sbagliate sia dal centro per l’impiego sia dall’inps mi ritrovo con un nuovo lavoro con contratto a progetto e la mobilità che ancora mi spettava 5 mesi 769 € al mese mi è decaduta!!!…..mentre mi era stato confermato dai due enti che mi veniva sospesa.

  33. Qualcuno sa dirmi se con il contratto a progetto finito il rapporto di lavoro si ha diritto all’indennità di disoccupazione e in che misura?

    Grazie

  34. Può essere utile studiare i contenuti del contratto a progetto. Per chi fosse interessato segnalo un sito di selezione del personale che ha raccolto i vari contratti nazionali e i link dei siti nazionali.

  35. Allora ditelo! Ditelo subito! Ditelo che nonostante il mazzo di questi anni ora non posso permettermi di aspirare neppure ad un contratto a progetto! Eh sì perché anche se cerco di convincermi che forse è meglio così, che tanto dove vuoi che ti porti un contratto del genere…tanto smazzamento per pochi mesi di contratto…meglio così, non vale la pena! Meglio così un cavolo!

    Perché

    1.ADORO IL LAVORO (eh sì perché per chi come me ama i libri-soprattutto se antichi e rari e di pregio, magari frutto degli esordi della rivoluzione della stampa- dove lo trova un impiego del genere e soprattutto la possibilità di continuare a farlo in un ambiente provinciale e limitato come quello in cui vivo io?)
    2.HO UNA LAUREA TRIENNALE INERENTE ALL’AMBITO DEL MIO LAVORO (però sottolineo triennale…’azzo quindi capisco non poter mirare alle maggiori cariche istituzionali/direttive/manageriali, MA CASPITA a causa di questo titolo-per altro sudato- ora non posso neppure permettermi un contratto CO.CO.CO a cottimo? E poi alla base della fantastica riforma 3+2 (oltre il danno la BEFFA) sbaglio o non c’era proprio il lato STRAPOSITIVO con cui si faceva pratica di convincimento nella mente studentesca che la triennale aveva come maggior obiettivo quello di far entrare la massa di studenti prima nel mondo del lavoro adeguandosi così alla media europea? Scusatemi ma ora come ora questo suona davvero come una GRANDISSIMA PRESA PER IL CULO!
    3.MI SONO ISCRITTA ALLA LAUREA MAGISTRALE IN ARCHIVISTICA ed aggiungo con assoluta ironia della sorte (Eh si con tutti i miei progetti che ora sono miseramente sfumati…perché anche se tutti ti dicono Lettere, Archivistica, Storia dell’arte? Non ti porterà mai da nessuna parte…e il pubblico lavoro oggi è off and out! E io invece no! Testarda…mossa dalla passione per tutto ciò che rientra nella sfera dell’umano vivere e dell’umana produzione- simbolo di civiltà, passato e storia- e dalle mie personali aspirazioni - che in fondo la vita è una se non cerco di realizzarmi appassionandomi a qualcosa che ci sto a fare qui? Ho continuato convinta per la mia strada…e c’ero quasi riuscita caspita…quasi riuscita a dimostrare agli altri e a me stessa con assoluta coerenza esistenziale che ce l’avevo fatta e ce la potevo fare…ingenua!
    4.HO INVESTITO NEL POSTO DI LAVORO in termini di soldi, tempo, salute! Eh sì perché andare a lavorare in un luogo che dista più di 30 Km da casa tua ed impostando la tua giornata tipo nel seguente modo: sveglia alle 6.20, (per prepararti ad entarre nel mondo reale in modo perlomeno presentabile!) 20 minuti di macchina per raggiungere la stazione dei treni, treno delle 7.30 e arriva dove deve arrivare alle 8.30 giusto per coronare l’inizio del mio amato lavoro alle 9.00! E poi otto ore di lavoro (eh sì perché il lavoro a cottimo fatto bene presuppone comunque un certo impegno e concentrazione) e poi termine giornata con il treno delle 17.40 e…varcare definitivamente la porta di casa alle sette! Caspita quasi 13 ore di lavoro (contando anche il viaggio) può compromettere anche la salute soprattutto se spesse volte si salta il pranzo…eh sì perché il contratto CO.CO.CO non prevede alcun buono pasto e non tutti sono mogli di farmacisti o avvocati e chi più ne ha più ne metta quindi spendere anche 7 euro al giorno in qualcosa di salutare e non solo in panini e pezzi di pizza ha il suo costo e pesa non poco sullo stipendio- misero e sottolineo bimestrale- soprattutto se arrivi a detrarre anche i soldi dei più svariati abbonamenti del treno (ormai Trenitalia potrebbe regalarmi due anni di abbonamento gratis o un viaggio in Nuova Zelanda di sola andata per giunta in aereo) e addirittura se qualcuno osa minacciarti di compromettere lo stipendio solo per pura frustrazione personale…ma cosa volete decurtarmi ancora?! Le mutande…prego fate pure!
    Certo potrebbero ribattere che nessuno mi ha costretta ad accettare questo lavoro…però caspita se son tre anni che lo faccio un motivo ci sarà un investimento l’ho fatto anch’io verso la struttura…e ho dimostrato di essere una persona di valore (non per tirarmela ma almeno questa soddisfazione penso di meritarmela) …e allora possibile che un semplice titolo anche di fronte alla mia esperienza e all’impegno dimostrato abbia il sopravvento?
    5. Ed infine non mi è chiaro…non mi è chiaro proprio per niente…perché il testo della finanziaria recita- nel punto relativo al lavoro flessibile: … anche comprovata specializzazione universitariaCavoli anche non significa solo soltanto esclusivamente! Ed anche una triennale può essere considerata Perché poi nei diversi regolamenti comunali è stato spiegato questo passaggio come obbligatoriamente il possesso della laurea magistrale? (che tra l’altro in ambito universitario è una novità di quest’anno Decreto Ministeriale 270!) Allora volete dirmi che un laureato magistrale in scienze politiche, lingue, ed altro può essere impiegato in contratti di collaborazione coordinata e continuativa nell’ambito del recupero dei fondi antichi e io che ho una laurea triennale in Conservazione dei beni Culturali e ora sono iscritta alla magistrale in archivistica sono esclusa a priori? SI, E’ COSI’ E ORA DEVI SMETTERLA E FARTENE UNA RAGIONE.

    E pensare che nessuno mi ha parlato di persona, nessuno mi ha chiamata per dirmi…guarda per te è finita qua dentro…e questo mi ha fatto star tanto male…a causa del regolamento comunale tu non potrai partecipare a nessuna selezione per nessunissimo futuro contratto di collaborazione con enti pubblici…guarda sei fottuta! Mi è stato riferito da terzi…tra l’altro questi terzi abbondano di tatto –simpatia- ed - amore nei miei confronti (ah amati colleghi). E’ sì ma cosa vuoi in fondo nella politica della finanziaria questo di mettere il paletto della laurea magistrale per i contratti di collaborazione e/o a progetto è un modo per ridurre il dilagante precariato! COSA? E io allora che faccio? Continuo a fare stage, tirocini volontariato? Cosa faccio? Mi butto dove? Nei concorsi pubblici? Sappiamo tutti com’è la politica di questi concorsi…M getto a capofitto nel privato? Certo volentieri potrei acquisire nuove professionalità e rimettermi in gioco Io non avrei nessun problema! Sì peccato che quelli mi scartano a priori! La mia professionalità non è spendibile sul mercato! Non aiuta a produrre nessun PIL! E allora dove mi butto? Da un ponte potrebbe essere una soluzione, ma non mi và…non mi và di gettare la spugna così…piuttosto mi butto sulla scrittura che mi aiuta a sfogarmi e a condividere…condividere incazzature tristezze e delusioni

    Biblioatipica davvero atipica e ora presto disoccupata

  36. Siamo una generazione di nuovi schiavi dove i padroni
    decidono della tua sorte dove tu non puoi programmare nulla dove nella maggior parte dei casi i tuoi genitori se possono devono sostenerti oltre che
    finanziariamente anche moralmente Vi fà piacere sperperare i risparmi di una vita dei Vostri genitori?
    Io ne provo vergogna Quando potrò sposarmi?comprare una casa o un automobile? Mai . Ma ci sta bene perchè quando andiamo a votare tutti ci promettono felicità e benessere e Noi come pecoroni
    gli crediamo Svegliamoci scendendo in piazza a rivendicare quello che la costituzione mette al primo posto: il lavoro e abolire queste forme di schiavismo
    e di nepotsmo,dove và avanti la parentela e non la capacità,la conoscenza e non l’intelligenza la tessera
    e non la conoscenza SVEGLIAMOCI o il Ns. futuro sarà intriso solo di delusioni.

  37. Buongiorno vorrei sapere se dopo un contratto di apprendistato di due anni una persona può essere assunta con un contratto a progetto da un’altra azienda.
    Grazie

  38. Quanti contratti a progetto un datore di lavoro può fare dis eguito a una persona?
    grazie

  39. Non censurate questo messaggi se avete una coscienza!

    Stiamo organizzando una raccolta firme virtuale propedeutica una raccolta firma reale per l’abolizione del contratto a progetto e altri contratti senza tutele sociali

    Qui il link
    http://www.petitiononline.com/cocopro/petition.html

    Un augurio di cuore a tutti i precari: che le vostre sofferenza possano finire il più presto possibile: non le meritate!

  40. Salve a tutti non so se potrà servire aqualcosa ma mercoledi 20 maggio presso la sede CISL di firenze si terrà una riunione per parlare della situazione dei contratti a progetto delle merchandiser dei supermercati

  41. Salve, sono una ex lavoratrice con contratto a pogetto,e desidero sfogare tutta la mia rabbia su chi ha avuto la bella invenzione di mettere in circolazione questo tipo di contratto di m…….
    Per circa 5 anni ho lavorato con contratto a progetto presso un’azienda che poi di punto in bianco mi hanno lasciata a casa perche non avevano piu soldi (dicono pero’ nn mancano mai ad andare in ferie e week end di lusso) e non solo il mio contratto scadeva 31 dic.2008 ma mi hanno fatto ancora sgobbare fino a febbraio 2009 senza dirmi niente e poi a meta febbraio mi dicono stattene a casa.
    Ho lavorato come una dipendente visto che mi obbligavano a timbrare un cartellino, dovevo comunicare anticipatamente se dovevo assentarmi un giorno per motivi privati ecc…… e adesso?? sono a casa nn trovo nulla vivo sola e nn ho ne diritto a disoccupazione, ne trf e ne altro che skifooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo…….e non aggiungo altro peche diventerei troppo volgare credetemi tanto sono arrabbiata.

  42. veramente uno schifo!
    anch’io lavora con un contratto a progetto da circa 6 mesi per un ente pubblico tramite cooperativa…….
    6 euro l’ora 36 ore a la settimana sono 800-900 euro al mese che vanno tutti per l’affitto, come si fa? dove vogliamo arrivare cosi. dimenticavo dire che il contratto mi viene rinnovato mese a mese (una favola!) e che fino al giorno che scade non so se devo tornare o meno, per di piu oggi me e scaduto domani inizia il mese e mi hanno detto “ti chiamiamo domani” certo l’affitto aspetta non ho fretta di sapere se questo mese posso pagarlo o meno.
    niente malattie niente ferie pagate niente 13 o 14 ci mancherebbe!
    propongo questo contratto al figlio di chi l’ha inventato!
    in bocca al luppo ragazzi!

  43. forse c’è 1 sola soluzione…: <> questo dice l’economia! è una soluzione drastica per tutti noi ma forse è l’unica arma che abbiamo per cambiare le regole del mercato

  44. forse c’è 1 sola soluzione…: nessuno dovrebbe accettare contratti a progetto! le aziende si troverebbero senza lavoratori e sarebbero costrette a cambiare le modalità di assunzione se vogliono produrre! questo dice l’economia! è una soluzione drastica per tutti noi ma forse è l’unica arma che abbiamo per cambiare le regole del mercato

  45. Salve ragazzi avete pienamente ragione il conrtatto a
    progetto e’ uno schifo,ma voi avete una media di 23/
    30anni,almeno penso, io sapete quanti anni ho?
    sono del 1956 fate voi il conto! e mi ritrovo a lavorare
    con un contratto a progetto,e’ una cosa orribile e offe
    nsiva per la persona,tutto qua’!!!!!!!!!!!!

  46. Ciao a tutti, a me è stato proposto un co.co.pro. a 600 euro al mese x otto ore lavorative! Ciò significa 30 euro al gg considerando solo 20 gg lavorativi/mese… sono un po’ in crisi xk il lavoro mi piace ma non so come fare…

  47. Buona sera,
    il 30 settembre mi è scaduto il contratto a progetto, fino ad oggi -7 ottobre- nessuno in azienda (dopo miei solleciti) mi ha detto nulla o fatto firmare qualcosa.
    come dovrei comportarmi?

    grazie mille

  48. Ciao a tutti.Ho 42 anni e dopo 18 anni di lavoro con contratto a tempo indeterminato, per cause personali, mi sono dimessa.Mi sono ritrovata in una realtà dove l’unica possibilità di trovare un posto di lavoro era quello di accettare l’assunzione con il contratto a progetto che ovv, come per tutti voi, tutto aveva fuorchè i connotati di un lavoro a progetto.Ho accettato, ho firmato il contratto della durata di un anno e dopo 3 mesi sono stata licenziata senza spiegazioni.Mi sono rivolta ad uno studio legale.La causa è appena iniziata ma vi farò sapere l’esito della sentenza.Se mi daranno ragione spero di poter aiutare qualcuno di voi a far valere i suoi diritti.Ciao

  49. ciao a tutti..vi raconto la mia storia assurda. Vi riassumo in breve.Ho lavorato per un call center di una grossa azienda.Dunque ho iniziato a Settembre 2008. A Novembre, dopo due mesi di prova retribuiti, mi fanno questo benedetto contrattoa a progetto di un anno che sarebbe scaduto quindi a Novembre 2009. La base era un 300 euro..a part time..ma visto che mi facevo un c….o così…con le provigioni riuscivo a prendere un 600 euro fisse…Si lavorava dal lunedi al venerdi dalle 9 alle 13..Sembravano seri..Pensavo che mai mi avrebbero mandata via..perchè oltre a essere produttiva al massimo non facevo mai un giorno di festa al massimo cambiavo turno e facevo il pomeriggio dalle 14 alle 18..Ero così brava ch a Dicmbre mi supplicarono di fare full time dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18..ma solo per Dicembre.
    Bè ragazzi il 1 di Aprile…con una banale scusa..si invetarono un mio piccolo errore…mi mandano…via..quindi 8 mesi prima della scadenza contratto.. sapete perchè??????????? non convenivo all’azienda..troppi soldi..preferivano prendere i ragazzi alle prime armi per spronarli fino all’osso e mandarli via…infatti da allora ho saputo che non hanno piu’ fatto contratti a un anno ma di mese in mese..Vi dico una cosa che andro’ avanti…non gliela faro’ passare liscia….E’ UNA VERGOGNAAA……

  50. Devono cambiare le leggi, devono senza possibilità di compromesso perchè a 43 anni non posso ritrovarmi in una azienda che mi fa i complimenti e poi:
    1) non mi rinnova il contratto a progetto, anzi, mi lascia lavorare per gentile concessione per altri 4 mesi SENZA CONTRATTO e come non bastasse mi chiede di “istruire” una altra persona che prenderà il mio posto…
    2) Mi lascia 3 settimane di ferie per dirmi poi che non intende pagarmele nemmeno in forma ridotta
    3) non mi versa i contributi!
    4) Non mi da spiegazioni sul motivo del licenziamento ma mi dice che ho sempre svolto un ottimo lavoro.

    Ora, ho scritto ai sindacati così per vedere che fine faranno i farabutti che luscrano sulla mia pelle.

    Ciao

  51. Dimenticavo… parlo di una multinazionale, non della dittarella a conduzione familiare.. questo rende il tutto decisamente più grave considerando che altrecentinaia di migliaia di persone condividono la mia stessa sorta o forse anche peggio!

    CAMBIATE LE LEGGI O NON VOTERO’ MAI PIU!

  52. Perchè se nel contratto a progetto c’è scritto che sarò pagata dopo 90 gg invece il pagamento slitta ai 7 mesi poichè non ci sono soldi?!

  53. La mentalità dei lavoratori dipendenti in generale è condizionata da una serie di “invenzioni” come “ferie pagate” “tredicesima” “quattordicesima” “tfr” “malattia” “maternità” tutte cose che i lavoratori autonomi non sanno nemmeno cosa siano.
    Come dovrebbe essere chiaro, e invece non lo è, il contratto a progetto è una forma di lavoro autonomo senza partita iva, perfetto per chi intende apprendere una professione, perchè ti obbliga pianificare il tuo tempo a la tua vita. Quindi chi accetta un lavoro a progetto dovrebbe valutare se questo gli permetterà di formarsi al fine di diventare un professionista con partita iva e non un dipendente.
    In tutti i vosti commenti non ho letto una parola riferita alla professionalità, siete tutti laureati o diplomati, ma sareste in grado di svolgere l’attività per cui avete studiato? Quando avete scelto l’indirizzo scolastico avavete un idea di cosa avreste fatto da “grandi”?
    Secondo me mancate di voglia di fare. lo si capisce perchè prima di preccuparvi di quello che dovreste fare, vi preoccupate del “non fare” (ferie, malattia, ecc…)
    Il lavoro si può definire tale se si produce qualcosa che qualcun altro è disposto a pagare, quindi è la solita vecchia legge che regola il tutto: il mercato. I governi cercano solo di mettere delle regole, ma il un mercato sempre più globale servono a poco o niente.
    Per il mercato Il “dipendente”, quello che non ha interesse nel formarsi professionalmente, ma che guarda solo allo stipendio fisso a agli assurdi diritti che ne derivano, non dovrebbe esistere o potrebbe esistere solo se le leggi fossero internazionali. Esistono aziende americane che hanno il callcenter in India, per fare un esempio sui servizi; se parliamo di produzione poi è già da decenni che alcune tipologie di prodotti “italiani” vengono fatti in Cina o nei paesi dell’est, dove i dipendenti costano un decimo dei nostri.
    A quanto pare non sapete (perchè nessuno ve lo dice mai) che lo stipendio netto di un lavoratore a tempo indeterminato in Italia equivale ad un terzo del costo totale. Quindi i 1000 euro al mese in realtà sono 3000 (6 milioni delle vecchie lire), significano circa 20 euro l’ora, ai quali si agguingono tutta una serie di altri costi diretti o indiretti.

    Se sentite di possedere le capacità di generare attraverso il vostro lavoro beni o servizi che possano contenere questi costi, allora avete tutti i diritti di lamentarvi, altrimenti state sprecando fiato e tempo.

    Quindi a mio parere se avete un contratto a progetto che vi sta formando professionalmente non state a gurdare allo stipendio perchè nessuno sarebbe disposto ad istruirvi pagandovi 20 euro l’ora.

    Per tutti gli altri casi, mollate subito o appena vi si presenta un occasione migliore. Usateli come ammortizzatore. Come dicono: piuttosto che niente, meglio piuttosto!

    Auguri

  54. Ilaria.. guarda che il cocopro è usato dalle aziende al posto del contratto a tempo indeterminato… è sfruttamento legalizzato…….. cavolo ci azzecca la questione del lavoro autonomo? secondo te chi cerca lavoro presso le aziende è un libero professionista? no è uno che cerca lavoro come dipendente…. lasciamo perdere il discorso è troppo complesso per te, a vedere dalle amenità che hai scritto

    auguri per il tuo futuro..

  55. I contratti a progetto sono una chiara legalizzazione degli abusi che i datori di lavoro possono compiere in piena libertà.Certamente, la finalità sociali dei medesimi contratti non era consentire alle furbe aziende di approfittarne,ma di certo sono uno strumento valido per aiutare l’evasione fiscale in termini di contribuzione e di violazione dei diritti di un lavoratore.Oppure, dobbiamo credere che ci sono lavoratori e non lavoratori(prestatori di collaborazione)per il fatto di sottoscrivere un co.co.co.Attenzione, questi contratti non ci tutelano,ma rendono il precariato peggiore di quello che è.Vanno cancellati dalla faccia della terra, perchè costituiscono una grave violazione dei principi fondamentali della costituzione a tutela della persona.Uguaglianza, diritto al lavoro,e rispetto della dignità umana.

  56. Ilaria, mi chiedo come tu ti permetta di parlare dei lavoratori a progetto in questi termini. Ho 33 anni, una figlia di 11, sono disoccupata da 8 mesi e lavoro da quando ho 17 anni.
    Non dormo da mesi per la preoccupazione di non trovare un lavoro e oggi mi trovo ad accettare un contratto a progetto,per un lavoro stagionale, per non restare a piedi.
    Farò uno stage per imparare un lavoro che faccio già da 12 anni.
    Sono cosapevole dei costi esagerati che un datore di lavoro in italia si trova ad affrontare nel momento in cui assume qualcuno. E’ un cane che si morde la coda.
    Ma per piacere, non dire che pensiamo solo alle ferie e al tfr. Alla fine della stagione non avrò neanche i requisiti x richiedere la disoccupaxzione e sarò a piedi di nuovo.

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