Stage
Lo stage, detto anche tirocinio formativo, è un tipo di esperienza lavorativa che ha lo scopo di formare e far apprendere un nuovo lavoro a chi vi partecipa.
Gli stagisti sono spesso studenti o persone che intendono acquisire nuove competenze professionali per cambiare lavoro o incominciare una nuova attività.
Per gli studenti lo stage è di fondamentale importanza perchè serve a capire se il lavoro che andranno a fare è quello che realmente avevano immaginato durante i loro studi.
Gli stage non sono tutti obbligatori ma nel caso lo fossero prendono il nome di tirocini o praticantati: è il caso, ad esempio, dei laureati in giurisprudenza che devono effettuare due anni di praticantato per partecipare all’esame di abilitazione all’avvocatura.
Ad organizzare degli stage possono essere sia aziende private che enti pubblici e associazioni no-profit.
In tutti i casi, il datore di lavoro non è obbligato a retribuire lo stagista ma ha comunque la facoltà di dargli circa 1/3 del salario di un lavoratore con analoghe mansioni, cifra che deve figurare come semplice rimborso spese in quanto il contratto di stage non è considerato un rapporto di lavoro subordinato.
L’unica spesa obbligatoria sostenuta dal datore di lavoro è quella per la copertura assicurativa; anche i contributi previdenziali non sono obbligatori.
La totale assenza di guadagno e l’inesistenza di diritti per il lavoratore fanno spesso dello stage (e quasi sempre del praticantato) un periodo difficile e non sempre ricordato con piacere.
Molte aziende approfittano dello stage per “trasformarlo” in un vero e proprio periodo di formazione, dove i ragazzi vengono utilizzati per lavori squalificanti a manodopera zero.
Questo è il motivo per cui molti stagisti tendono a chiudere anticipatamente il contratto appena trovata una vera occupazione con un salario garantito.
Il rapporto può essere chiuso in qualsiasi momento e senza alcun preavviso da ambo le parti.
Bisogna precisare, però, che in tanti casi, soprattutto durante e dopo gli studi, lo stage è stato importante per capire cosa fare della propria vita lavorativa una volta terminate le scuole medie superiori o l’università.
Tramite uno stage si può entrare in diretto contatto con l’azienda e con quanti vi lavorano all’interno, fare domande ai vostri tutor o ad altri lavoratori, conoscere la vera realtà aziendale raccontata da chi la vive in prima persona ogni giorno.
Lo stage, o tirocinio formativo, è attualmente disciplinato dal Decreto Interministeriale n. 142 del 25 marzo 1998.
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Scritto nella categoria: Contratti e concorsi, Formazione, La precarietà



Salve,
Siamo il team di Animafest Experience, la più grande impresa spagnola specializzata nel collocamento di studenti che cercano uno stage o un lavoro. Operiamo nel settore del turismo, in partnership con oltre 200 alberghi, complessi alberghieri e aziende situati sulla costa spagnola. Proponiamo stage di reception, animazione, contabilità, marketing, bar e ristorazione.
Ogni anno, più di 400 studenti ci raggiungono da tutta l’Europa. Siamo presenti sui diversi mercati europei quali: mercato francese, mercato tedesco, mercato olandese, mercato polacco, mercato belga, mercato austriaco e oggi ci interessiamo anche al mercato italiano. Cerchiamo diversi tipi di profilo.
I servizi che proponiamo sono interamente gratuiti e i gli stage possono svolgersi sia d’estate che d’inverno.
Le condizioni:
• Durata minima dello stage: 3 mesi
• Parlare parecchie lingue: inglese, spagnolo ecc.
Stage possibili:
• Reception
• Marketing
• Animazione
• Bar/ristorante
• Contabilità
• Servizio qualità
Vantaggi per gli studenti, cosa offriamo:
• Alloggio
• Pasti
• Remunerazione in base a dove si lavora
• Una soddisfazione variabile secondo l’albergo nel quale lo stage si svolge
• Servizio di collocamento gratuito
Se alunni della vostra scuola cercano uno stage per l’anno in corso o per l’anno a venire, possono iscriversi facilmente sul sitio internet:
http://www.animafestexperience.com
Ci rendiamo disponibili per un possible contatto telefonico o e-mail e restiamo in attesa di un vostro cortese riscontro.
Cordiali saluti
Animafest Experience
Questa è un’email a cui non ho avuto ancora risposta ma mi piaceva condividere con voi le mie opinioni
Gentili referenti di Sportello Stage,
oggi si conclude la mia esperienza di tirocinante. Ho deciso di scrivere questa email perchè ritengo che da un semplice questionario non sia possibile evincere quali siano realmente le impressioni sugli stage organizzati da Sportello Stage. Per quando riguarda la formazione, questo stage è sicuramente stato positivo sia per la parte relativa all’apprendimento delle dinamiche aziendali sia per ciò che concerne la vita e le relazioni in azienda. Per quanto riguarda il mio futuro inserimento nell’azienda ospitante, lo stage non ha prodotto gli effetti sperati, in quanto le possibilità che mi si erano prospettate poco tempo prima della conclusione del tirocinio si sono rivelate vane. In tutto questo periodo, Sportello stage ha avuto un ruolo poco attivo e , inoltre, la coordinazione con l’ente promotore dello stage ‘Ateneo Impresa’ nel primo periodo di collaborazione, non è stata adeguatamente concertata con la conseguenza che, anche colei che è stata la mia tutor, non ha svolto con piena consapevolezza il proprio ruolo. Per ciò che concerne l’azienda ospitante, ritengo che mi abbia fornito di buoni strumenti per poter proseguire il mio iter nel settore lavorativo, ma sono anche consapevole che spesso il sistema stage non sia compreso totalmente nel suo valore formativo. In ultima analisi, in virtù della mia esperienza e per il futuro di altri tirocinanti, sento di consigliare a Sportello Stage di effettuare una migliore valutazione delle aziende ospitanti, operando ad un’analisi delle motivazioni e delle possibilità di inserimento, cercando di assistere il tirocinante e i tutor e di coordinare nel miglior modo possibile le attività nel caso di inclusione di altri enti promotori.
Auguro a tutti un Buon Natale e un felice anno nuovo.
Cordiali Saluti ( e speriamo che qualcuno mi risponda prima o poi)
Cara Maria,
non sono un membro di sportello stage da cui forse avresti preferito una risposta, ma aspettando che lo facciano loro, ti rispondo io.
Io ti sono vicino perchè ti capisco.
Domani mattina quando mi sveglierò andrò nel mio luogo di lavoro, o meglio, stage.
E alzarsi la mattina sapendo che quello che fai dovrà necessariamente finire tra pochi mesi non è facile.
Io ho avuto la fortuna di trovare uno stage remunerato, in una zona della mia città decente e in una azienda vera.
Tutto molto bello, se non fosse che tra poco finirà tutto, perchè nella politica aziendale assumere stagisti non è tra le priorità.
E’ “normale”, lo stagista costa poco, è spesso capace e preparato, e c’è una vasta scelta tra cui selezionarlo…E’ una scelta economica, perchè assumere qualcuno e dargli uno stipendio”onesto”, quando posso avere una persona che fa le stesse cose con 1/3 dello stipendio?E senza diritti?Si perchè le responsabilità, ci vengono date, eccome.
Purtroppo questa è la realtà, lo stage è un’arma a doppio taglio.
Si perchè è vero che è un momento utile per capire cosa si vuole fare nella vita, ma spesso e volentieri, è più utile per l’azienda che per noi stessi.
Basta con questo mito delle fotocopie che fanno gli stagisti.Ormai non si fa più, le aziende si sono fatte furbe,,,una risorsa allocata male è inutile, un peso, allora è giusto trovare qualcosa da fargli fare,,,sottopagata..Potrei parlare delle mie esperienze per tutta la notte,,,annoiare tutti e anche provocare sorrisi riferendo a quale limite di assurdità e di pretese possono spingersi le aziende,,,con quale faccia tosta si crogiolino nella certezza che non essendoci spesso controlli, e una vera regolamentazione, siano libere di fare ciò che vogliono di noi.
Non ti va bene quello che fai?Il progetto formativo non esiste?Magari allora domani non presentarti più.
Questa è l’Italia, sono ben poche le aziende che vedono gi stagisti una risorsa su cui investire , e non carne da macello di una catena di montaggio.
Allora tutto questo mio sproloquio a che serve?A svegliarci ragazzi.
Solo in Italia noi dormiamo.In Francia i giovani hanno lottato per i loro diritti e hanno ottenuto qualcosa.Stanno varando un sacco di leggi, qualcuna anche utile per noi cittadini, e a noi giovani chi ci pensa?Cominciamo a regolamentare questo sfruttamento legalizzato, premiamo le aziende che assumono, penalizziamo quelle amanti del “turnover”.Noi non siamo stagisti, ma persone, e in molti casi, anche di valore.Allora io non capisco perchè debba scappare all’estero per trovare lavoro.
Sono italiano, e mi piacerebbe lavorare qui, dove sono nato e cresciuto, vicino alla mia famiglia.E io, di farmi usare, mi sono stufato.
Non so voi.
grazie per l’attenzione.
Io,stagista.
Dimenticavo,per chi fosse daccordo con me e avesse qualcosa da dire, fornisco la mia mail, in modo che se ne possa discutere senza intasare questo blog creato ad altri scopi.
PS: le critiche contro sportellostage sono stupide e poco costruttive, non dimentichiamoci che loro ci forniscono un servizio gratuito, e non sempre è facile giudicare se un’azienda è ” credibile” o meno nei suoi intenti, l’ho sperimentato in prima persona.
Concentriamo il nostro pensiero sulle aziende, non sugli enti che ci propongono gli stage, perchè anche se ne sono responsabili, non sono veggenti.
blue_eyes1984@hotmail.com
Salve,
vorrei anzitutto chiarire che questo blog è gestito da StepStone e non da Sportello Stage: dubito quindi che le questioni qui sollevate troveranno risposta in questa sede.
Detto questo, vorrei offrire la mia opinione sugli stage che in Italia in questo momento dilagano e rischiano di diventare l’alternativa all’assunzione. Ormai in Italia, soprattutto per i lavori post-laurea, lo stage è un obbligo. Infatti senza esperienze alle spalle è molto difficile che un’azienda consideri una persona per un’assunzione. Tuttavia è sbagliato considerare lo stage “inutile sfruttamento” perchè diventa proprio la base per una futura assunzione (spesso con contratto a progetto che solo dopo un paio di anni si trasforma in indeterminato - rosea prospettiva
Ma sinceramente non penso che il problema sia delle aziende che non assumono o degli intermediari come Sportello Stage che alla fine si adoperano per far incontrare candidati e aziende. Le aziende non hanno responsabilità sociale, nè hanno obblighi ad assumere le persone in stage. Le aziende esistono per fare profitto, e tendono a massimizzare il profitto (o limitare le perdite) come possono.
Chi in Italia ha una responsabilità sociale verso i cittadini è il Governo. Chi dovrebbe garantire una dignità lavorativa ai cittadini da una parte e obbligare le aziende a seguire una politica di responsabilità sociale è il Governo.
Eppure il Governo ha dato alle aziende la massima libertà di sfruttare e usare i lavoratori a salari bassissimi e in condizioni di precarietà totale. E se non c’è un intervento del Governo a limitare i danni causati da questa situazione, varrà sempre la regola che le aziende possono fare ciò che vogliono con le loro politiche di assunzione, nel bene e nel male.
Io penso quindi che spesso ci si lamenta che le aziende non offrono sicurezze o prospettive, mentre non viene pienamente realizzato che la causa di tutto questo sta a monte. Bisogna quindi cambiare le leggi e fare pressioni in tal senso al Governo! Già qualcosa è stato fatto, con la Riforma del Welfare (L. n. 247 del 2007), ma non è abbastanza…
Secondo voi chi ha più colpe? Aziende o governo? O noi che ci lamentiamo di una situazione per cui non ci siamo mobilitati ai tempi per impedirla e non ci stiamo mobilitando ora per cambiarla (vedi Francia)?
Sono al mio terzo stage non pagato. E’ assurdo come in Italia le leggi vengano sempre interpretate all’italiana, appunto. Sono d’accordo con “io, stagista” quando dice che all’estero è diverso. Negli altri paesi che possono essere considerati allo stesso grado di sviluppo dell’Italia, il concetto del lavorare gratis non esiste. Non c’è proprio. La cosa peggiore è che qui spesso, la formazione che dovrebbe essere lo scopo di uno stage, consiste nel guardare cosa fanno gli altri, mentre tu sbrighi le attività più scoccianti.
Mi sono laureata a marzo e non avevo nessuna voglia di sorridere quando sono uscita dall’Università. In teoria si dovrebbe essere entusiasti perchè finalmente si può mettere in pratica ciò che si è appreso. “Trovare un lavoro”. E invece no. Il passo successivo è quello di buttarsti nella fossa dei leoni. E’ una lotta continua, contro aziende, enti pubblici e quant’altro che GIOCANO AL RIBASSO quando si tratta di darti un minimo di rimborso. Magari ti riempiono anche di complimenti per il tuo curriculum, per le esperienze, per gli studi all’estero. Ti dicono che sei brava. Ma ti svuotano dentro, facendo vedere sul tuo futuro solo una nuvola grigia.
Ma la soluzione non è piangersi addosso. E’ cominiciare a reagire e a dire no a chi non offre un minimo di stipendio. Soprattutto da laureati. Devono capire che non siamo più disposti a diventare carne da macello. Ed è quello che farò io a breve.
E’ vero che bisogna dire basta a certi stipendi da fame! Sembre che ci sia lo stipendio…
Sapete a me cosa da fastidio dello stage? Che io studio per 5 anni facendo la hostess / babysitter / call center per potermi mantenere. Poi, dopo essermi fatta un mazzo incredibile, trovo che l’unico modo per entrare a lavorare nel campo dei miei studi è uno stage di 6 mesi non pagato - o pagato a 200 Euro al mese. Al che io rifiuto perchè semplicemente non me lo posso permettere - e che lavori mi propongono? Segretaria, receptionist!!
Poi chi è che si può permettere di fare lo stage? Ma i bravi figli di papà che hanno i genitori ricchi alle spalle che si possono permettere di mantenere in toto i figli per ben 6 mesi.
E quindi chi alla fine va avanti e inizia una carriera? Chi se lo può permettere, non chi è più in gamba!
Perchè io che ho sempre lavorato e studiato insieme, laureandomi in tempo e con un buon voto, non mi rivendo meglio di uno che ha solo studiato per 5 anni? Eppure poi all’azienda questo non importa, basta trovare chi accetta condizioni da fame, non il candidato migliore.
Sono felice di aver “scatenato” questo dibattito.
Errata corrige: questo non è il sito di sportellostage ma di stepstone, poco importa comunque per il nostro discorso.Ringrazio quindi stepstone di darci la possibilità di comunicare qui.
Oggi il mio momento di “alto” è stato quando la mia “tutor” dello stage, m ha mandato per e mail un’altra offerta di stage,,,,non sapevo se ridere o arrabbiarmi,,,l’ennesima dimostrazione di cosa significhi lavorare sapendo già prima che “lì” non ti terranno,,,,sfido chiunque a lavorare in modo produttivo sapendo che stai solo scaldando la sedia per qualcun’altro….sono daccordo che dobbiamo prendercela con il governo,,,e allora facciamolo,,,,facciamo come Grillo,,,,petizioni,,,firme,,,,facciamo casino,,,e facciamolo ora,,,se vogliamo salvarci, perchè di sopravvivenza si tratta, lo dobbiamo fare da soli,,insieme….A breve verranno rese legali le “class action”,,,grandi azioni di massa dei cittadini che rivendicheranno i loro diritti,,,facciamolo anche noi giovani/stagisti/precari,,,,scriviamo chiamiamo disturbiamo,,,,facciamo in modo che i nostri gridi di aiuto non vengano dispersi nella rete,,,diamo voce ai nostri diritti,,diritto a lavorare,,,perchè un uomo senza lavoro è umiliato e non sopravvive.
Servizio gratuito di collocamento per studenti in cerca di un posto di stage in Spagna!
Date un occhiata al sito: http://www.stage-spagna.com
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Salve, sono una ragazza di 25 anni, ho terminato a luglio uno stage di 6 mesi in un’azienda di trasporti internazionali. allo scadere dello stage mi hanno fatto chiaramente capire che era nelle loro intenzioni mantenermi in azienda, il problema è che c’è stato un calo di lavoro negli ultimi mesi ed ora mi hanno proposto un altro stage di ulteriori 6 mesi finanziato però dall’azienda stessa. Quando ho chiesto precisazioni riguardo a questa tipologia di stage, essendo lo stage un percorso agevolato da enti pubblici per inserire all’interno di un’azienda, loro mi hanno spiegato che si tratta di uno stage finanziato da loro, ossia sono loro ad assumermi come stagista. Hanno parlato di una nuova forma di apprendistato che consente questo.. il punto è che hanno anche specificato che al termine dei 6 mesi il percorso non è rinnovabile, ossia, l’azienda dovrà poi decidere se assumermi o no. sto cercando di capire meglio che razza di forma contrattuale sia, ma non trovo nulla che possa anche solo assomigliare a quanto ho descritto.
potete aiutarmi? grazie
Invito Giorgia e tutti i lettori di questo blog interessati al tema dello stage a fare un salto sul mio blog: http://repubblicadeglistagisti.blogspot.com/.
I vostri commenti e le vostre testimonianze saranno preziosi!
Eleonora
ciao sono un ragazzo che ha finito il tirocinio di due anni per consulenti del lavoro e vado per affrontare l’esame, adesso il mio datore di lavoro a intenzione di assumermi e mettermi sotto contratto, e volevo sapere quale potesse essere la forma di contratto e qualifica più adeguata che vada in contro sia alla mia tutela di lavoratore ma anche nei confronti del mio datore di lavoro.
grazie per l’attenzione aspetto risposta il più presto possibile. grazie
gianluca