Il mobbing

Col termine “mobbing” si identifica la più vasta forma di violenza psicologica subita da un lavoratore sul posto di lavoro.
Il mobbing può partire direttamente dal capo, da un nostro diretto superiore ma anche dagli stessi colleghi che siedono al nostro fianco durante l’intera giornata lavorativa. In casi particolari, il mobbing può provenire addirittura da uno nostro subordinato, da chi sta gerarchicamente sotto di noi.
Chiunque sia sotto l’effetto di mobbing, vede la propria vita lavorativa compromettersi sempre più e questo arriva a condizionare automaticamente la vita affettiva e sociale dell’individuo.
Come un cane che si morde la coda, il dipendente entra in un circolo vizioso di vessazione e scarso rendimento: più si subisce mobbing, più il rendimento cala; più il rendimento cala, più i colleghi si trovano in “diritto” di continuare a violentare la mente del collega “inefficiente”.

Gestire una situazione di mobbing può essere relativamente semplice nei primi periodi ma con il seguitare delle ingiustizie, sempre più pesanti e finemente crudeli, il lavoratore è costretto ad attivarsi per salvaguardare la propria salute.
Molto dipende dal carattere di ognuno. Le personalità più forti reagiscono prima, anche se si tratta solo di incassare il colpo e far finta di nulla; i soggetti più sensibili, invece, sono quelli più a rischio e possono ammalarsi, anche gravemente, di patologie legate al sistema nervoso (ansia, irascibilità, depressione a vari livelli).
Questi ultimi non riescono a capire immediatamente che nei loro confronti si sta attuando una perversa violenza psicologica e, soprattutto, non comprendono il motivo per il quale il superiore o i colleghi di lavoro attuano comportamenti così disumani.

L’entità del danno psicologico è legata anche all’importanza del ruolo ricoperto dal dipendete.
Chi sa di essere una risorsa importante per l’azienda sente di potersi permettere di reagire diversamente e più duramente di un comune operaio di linea di montaggio o della semplice segretaria ai quali vengono dati incarichi di semplice gestione.
Questo, ovviamente, non autorizza nessuno a “mobbizzare” nessuno e la scelta migliore è valutare l’entità della violenza rivolgendosi ad un legale o ad un sindacalista esperto, considerando che, il più delle volte, un comportamento del genere da parte di un vostro diretto superiore, può avvenire per il timore di essere rimpiazzati oppure per indurvi alle dimissioni volontarie in un “periodo di crisi”.

Sul fenomeno del mobbing sono stati scritti diversi libri, uno dei quali si intitola “Come se non ci fossero. Il mobbing e i meccanismi sociali di negazione dei lavoratori”.

Approfondimenti
http://www.riflessioni.it/testi/mobbing.htm
http://www.intrage.it/rubriche/lavoro/mobbing/legge/index.shtml

Chiunque vorrà raccontarci la sue vicissitudine col mobbing, sarà di grande aiuto a tutta la community dei lavoratori vessati e discriminati sul posto di lavoro.

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15 Commenti a “Il mobbing”

  1. Questo sistema non migliora il pubblico impiego, ma lo rende più difficile di prima. Brunetta non sa che ci sono lavoratori che guadagnano stipendi miseri e che con la decurtazione siamo costretti ad andare a lavorare con la bronchite, raffreddori vari, ed altri virus infettivi…..Brunetta si crede che questa sia la soluzione al problema….no questo e mobbing, significa colpire tutti, anche gli ONESTI! Con 1000 euro al mese siamo costretti ad andare a lavorare ammalati per evitare la decurtazione……Questa tua euforia nel aver risolto il problema dei fannulloni in realtà a colpito molte fasce deboli quali invalidi che lavorano e lavoratori onesti….In realtà i furbi fanno sempre i furbi e questo a cominciare dai Medici delle asl che continuano a fare certificati falsi per loro e per i loro colleghi…….!

  2. Buongiorno.

  3. Io mi sono licenziata il 25.11.08 perchè non ce la facevo più dopo due anni di lavoro. Dopo ho scoperto questo nuovo termine “mobbing”. e mi sono resa conto di averlo subito.
    Ero l’unica impiegata in una ditta a conduzione familiare dovevo coprire il mio titolare(la mamma)dato che non stava bene, solo dopo ho capito che ero la sua cavia per togliersi dei capricci e poter comandare qualcuno.Mi rimproverava per ogni minima cosa, si lamentava in continuazione, continuava a dirmi che spostavo tutto e lei non trovava niente, continue frecciatine…tutto questo per una anno e mezzo,finchè sono scoppiata in lacrime ho stampato le mie dimissioni in tronco e me ne sono andata. Non lo auguro a nessuno.

  4. si puo considerare mobbing quando un titolare ti chede di farle vedere le braccia per vedere si ti buchi (e nn e il mio caso)o quando ti ripete tutti giorni e piu volte che le ha portato via le clienti perchè esendo esttista pensa che io me le porti a casa ,che sei la causa del suo fallimento? e quando ti riprende davanti alle clienti?o commenta con loro aninmatamente i miei sbagli?grazie

  5. salve,
    la mia domanda è la seguente:da quasi 18 anni lavoro in una azienda,dal 2000 occupo il ruolo di res.servizio clienti, a maggio di questo anno sono andata in maternità, ho partorito a sett.Ho preso i 3 mesi di astensione facoltaviva, ferie resiedue e un mese e mezzo di facoltativa.Al mio posto , da sett. è stata messa una altra persona, il mio capo mi ha detto che non posso riprendere il mio vecchio posto e dovrei occuparmi di altro in altro settore ma senza ruolo di resposnsabilità, sono un settimo livello, quali sono i miei diritti, posso rifiutare il posto banale offertomi?Grazie mille per il vs. riscontro.

  6. Salve,
    nel dicembre 2007 sono stata vittima di una collega che lavorava con me in uno studio legale.
    Ho perso il posto di lavoro perché lei rubava dei soldi e diceva che ero stata io, tentando sempre di trovare prove contro di me e escogitando qualsiasi cattiveria.
    E’ stato il natale èiù brutto della mia vita! non lo auguro a nessuno, anche perché appena mi sono fatta sentire proclamando la mia innocenza, mi ha pure denunciato per diffamazione!

  7. Вы знаете редко сейчас кто пишет по данной тематике, очень приятно читать, я бы советовала картинок добавить еще!

  8. Круто, что тут еще можно сказать.

  9. я думаю сегодня в 15-45 канониры победят манукунианцев ! Вот так ! хотя жаль Адебайора не будет :( Вперёд Арсенал !!!

  10. весьма познавательно!

  11. Вах-вах-вах

  12. Salve,ho 44 anni e lavoro per una azienda da circa 9 anni assunto nel 2000 con avviamento al lavoro per assunzione obbligatoria come categoria protetta, soffro di una grave patologia cardiaca dall’età di 8 anni. Occupo un ruolo di impiegato e ho sempre lavorato nonostanti i vari tentatividi licenziamenti poi rientrati. Giovedi scorso (01/10/2009) mi è stato autorizzato trasferimento di sede a circa 700 km dal luogo di residenza. tutto ciò ha determinato in me un grave malore psico-fisico , che mi ha portato immediatamente , subito dopo tale comunicazione, a dovermi sottoporre ad un tempestivo controllo medico in ospedale, dove è stato riscontrato tachicardia (circa 150 battiti al minuto) e pressione arteriosa 190/100 e costretto a restare in osservazione per 2 giorni. La cosa mi ha aggitato molto, visto che mi dovrei allontanare dalla mia famiglia e dai miei medici che mi assistono da molti anni,conoscendo la mia patologia nei minimi dettagli. Cosa posso fare? Possono autorizzarmi trasferimento nonostatate abbia fatto presente che non posso per motivi di salute? Sono avvilito….. e resto in attesa di una vostra tempestiva risposta.

  13. lavoro dal 2005 x una grossa azienda, nel 2008 sono stata licenziata in tronco x diffamazioni e calunnie dei miei colleghi. Premetto che ero e sono ancora la responsabile di questo negozio ma i miei “colleghi” dopo che ho impugnato il licenziamento e vinto la causa continuano a farmi dispetti e a far finta che non esisto…… praticamente non ascoltano le mie disposizioni anzi fanno il contrario di quello che dico e in piu’ mi dicono pure di andarmene. Cosa posso fare? Posso attivare il mobbing considerando che dopo diverse discussioni mi hanno fatto venire anche attacchi di ansia certificati da un medico?
    grazie.

  14. salve,sono un insegnante di scuola elementare,ho subitoil mobbing,per quattro mesi,finche’ da uno strappo subito,sono rimasta a casa,e da li non ho il coraggio di tornare piu’ a lavoro,e’ stata come una via d’uscita una liberazione,a tutte quelle umiliazioni,frecciatine,dispetti e insulti a tutto quello che facevo nella scuola,sul mio lavoro,sul mio modo di essere.ero arrivata sull’orlo di un esaurimento.oggi sono in malattia e dovrei ritornare,ma al sol pensiero provo angoscia.ho parlato col direttore,e con la sindacalista,dove in un primo luogo sambravano dalla mia parte,perche’ non sono l’unica ad aver subito in quella scuola,poi quando le mie colleghe hanno parlato di me male,ammettendo tutte cose false su di me,loro si sono retratte,hanno cambiato atteggiameto nei mie confronti come se non vogliono piu’ aiutarmi.questo ci dimosta che la maggioranza vince sempre anche se le cose non sono giuste.io piu0′tosto che tornare in quella gabbia di matti mi licenzio anche se butto 9 anni di sacrifici per essere arrivati in quel posto,ma non mi interessa,io non intendo piu’ subire………..queste persone devono pagare e restare da sole…

  15. Cari amici,
    subisco mobbing in un grande Comune del Centro Italia.
    Io non posso svolgere le mansioni che sarebbero di mia competenza
    perché a queste provvede un collega gerarchicamente al di sotto di me,
    al quale dirigente e funzionaria fanno riferimento esclusivo, premiandolo
    in tal modo per svolgere anche parte del loro lavoro.
    Detto così sembra nulla, e invece…per mantenere questa situazione anomala,
    ci sono boicottaggi e impedimenti nei miei confronti verso tutto ciò che
    potrebbe portarmi in direzione delle mie mansioni.
    Ma oltre a sfogarsi, c’è modo di avere assistenza legale e psicologica
    senza cadere nella rete di chi cerca di spillar quattrini o portarti
    ideologicamente dalla sua parte (sindacati, parrocchie e chi più ne ha più ne metta?)
    Sto per scoppiare…e allora verranno fuori i nomi di chi va e torna da casa con l’auto del Comune (la benzina indovinate chi la paga!) , di chi ha visto rubare e ha taciuto e molto altro ancora…
    Se la saranno voluta!

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