Invalidità e lavoro
Il binomio disabilità e lavoro è sempre stato difficile in qualunque epoca si sia trovato a vivere l’uomo.
Le opportunità lavorative sono già difficili da reperire per una persona senza difficoltà fisiche, figuriamoci per chi ha problemi più o meno gravi sia fisici che mentali. Tutto questo accade nonostante le agevolazioni fiscali e contributive (forse non sufficienti) a favore dei datori di lavoro siano sempre state attuate.
Le cause sono le più disparate: ambito territoriale, caratteristiche ambientali e culturali, dimensione e dispersione dell’utenza disabile, disponibilità e tipologia delle aziende obbligate all’assunzione…
Il nostro Stato, con il Ministero del Welfare, ha cercato di agevolare l’inserimento nel mondo del lavoro delle persone disabili attraverso la nuova normativa nazionale L. 68 del 12 marzo 1999 e, contemporaneamente, imponendo una sorta di rivoluzione organizzativa e culturale a tutti gli uffici e i servizi sparsi sul territorio nazionale.
La prima legge sull’inserimento lavorativo delle persone con disabilità (la 482 del 2 aprile 1968) prevedeva già un obbligo da parte delle aziende di assumere persone con una invalidità superiore al 45%. La nuova legge ha mantenuto l’obbligo di assunzione dando, però, ad aziende e disabili, la possibilità di smaltire tutto il lavoro burocratico affidandolo alle province di appartenenza. Ogni Regione ha poi attuato le disposizioni necessarie secondo le proprie caratteristiche ambientali e culturali.
Soggetti aventi diritto all’iscrizione nelle apposite liste
- Le persone invalide del lavoro con grado di invalidità superiore al 33%.
- Le persone non vedenti o sordomute.
- Le persone in età lavorativa (dai 15 anni e che non abbiano raggiunto l’età pensionabile) affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e ai portatori di handicap intellettivo, che comportino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%, iscritto al Centro per l’Impiego del luogo di residenza.
- Le persone invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalide per servizio.
- I cittadini extra UE in possesso del permesso di soggiorno valido e con uno dei requisiti sopra previsti.
- I profughi in possesso della dichiarazione della prefettura o del consolato e con uno dei requisiti sopra previsti.
Modalità di presentazione della domanda
La domanda deve essere presentata personalmente o per delega, presso i Centri per l’impiego del luogo di domicilio.
I documenti necessari sono:
- carta Identità;
- certificato di iscrizione al collocamento ordinario se già in possesso;
- certificato/verbale di invalidità civile o simili in originale rilasciato dalla propria ASL di appartenenza o Dichiarazione rilasciata dall’INAIL o Decreto del ministero del Tesoro o Dichiarazione della commissione medica dell’ospedale militare in originale e fotocopia;
- titolo di studio qualifica;
- eventuali diplomi professionali o attestati di tirocinio riconosciuti dalla Regione Lombardia;
- eventuale fotocopia dell’iscrizione quale disoccupato di altri familiari, solo se a carico;
- codice Fiscale in originale e fotocopia;
- fototessera;
- stato di famiglia;
- libretto di lavoro originale in visione
N.B.
E’ possibile presentare l’autocertificazione per il titolo di studio e lo stato di famiglia esibendo un documento di riconoscimento.
Per gli invalidi al 100%, è necessario il riconoscimento, da parte dell’ASL competente, delle residue capacità lavorative (circ.5/88).
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mi chiamo roberto.ho36anni,ed ho un invalidita civile,pari al50percento.vivo ad orvieto,in un paese,di circa12mila abitanti.sono disoccupato,e mi sono sentito dire dal primo cittadino di orvieto,che non e’ l ufficio di collocamento.avendogli invano chiestogli di inserirmi socialmente in un lavoro adeguato alle mie problematiche.ho partecipato,e sto partecipando agli avviamenti del collocamento,categorie protette.ma e’ come vincere una quaterna a l otto.5posti,con500persone partecipanti.non ho futuro,ne speranze.le istituzioni competenti di orvieto anziche’ attivarsi per i deboli,ti chiudono le porte in faccia.ed i suicidi ad orvieto,aumentano sempre di piu’.come intere famiglie che lavorano al comune.nel 2009,ancora accade questo…lascio a voi un commento.saluti.
sono un invalido civile con una percentuale del 80% e dopo aver lavorato per anni in una spa di caserta mi trovo oggi in stato di mobilità che tra poco passera in licenziamento automatico e non riesco più ad avere un inserimento lavorativo anche se o solo 42 anni e sono scritto nelle categorie protette e mi sono sempre distinto per il lavoro svolto nella sopra citata azienda non ce verso che mi riassumono nonostante gli sgravi fiscali varati dal governo ora mi chiedo e possibile che la vita di una persona coniugata e con una figlia possa finire a 42 anni
mi chiamo nicoletta e ho 30 anni e sono separata e ho una bimba di 4 anni e abito a Catania via antonio di san giuliano n.2 S.Agata Li Battiati vorrei cerco il lavoro qualsiasi ma sono appartengo categoria protetta legge 68….
sono invalido al 65% qui a Mesagne (BR) non ce posto per quelli come me,praticamente non ce futuro.Non percepisco pensione ma tanto meno vengo assunto in un impiego idoneo per il mio stato di salute.Sono stato operato di ernie l5 s1 e stenosi dellaa stessa con protesi per stabilizare la colonna vertebrale,e da aggiungere che la stenosi si e ripresentata a distanza di meno di 3 anni.Ricomincio a stare male a non poter deambulare come prima e vado incontro ad un altro possibbile intervento.Qui il Comune fa lavorare solo “AMICI” ed “AMICI DEGLI AMICI” anche nei lavori temporanei.Credo che non ci sia futuro per me per “noi” in questa nazione.L’ITALIA non appartiene a noi,ne noi all’ITALIA.
SONO UNA LAVORATRICE TELECOM ASSUNTA COME INVALIDA DEL LAVORO AL 37% ULTIMAMENTE SI PARLA DI LICENZIAMENTI VORREI SAPERE SE ANCHE IO CORRO DEI RISCHI.
GRAZIE
sono un ragazzo diversamente abile, di 27 anni, con invalidità civile pari al 75%, non costretto su una sedia a rotelle, autosufficiente ed automunito, in cerca come sopra detto, di una occupazione lavorativa, che possa permettermi di guardare speranzoso ad un futuro, di fare progetti, e perchè no realizzare sogni, ma soprattutto una occupazione che mi permetta di sentirmi “normale”, di essere parte attiva della nostra società, una società che purtroppo, troppo spesso, non rende facile la vita a persone come me, con delle minoranze fisiche.
sono un invalido al 50% da due anni ho dovuto fare una riassunzione nell’azienda dove lavoro ora tra tagli e licenziamenti mi hanno messo in cvassa integrazione. premetto che c’è della attività lavorativa in azienda ma per me non c’è posto e le cose non si mettono bene entro la fine dell’anno ci saranno probabilmente dei licenziamenti faccio del volontariato nel comune dove risiedo,mi sono rmato se fanno delle assunzioni ma picche perchè prendono quelli in mobilità e poi li mandano via
DA 6 ANNI SONO ISCRITTO ALLE LISTE OBBLIGATORIE DI COLLOCAMENTO DELL’ UFFICIO LAVORO DELLA PROVINCIA DI MILANO CON UN’ INVALIDITA’ DELL”80%. TRAMITE LA PROVINCIA HO FATTO UN SOLO COLLOQUIO IN TUTTO QUESTO TEMPO. SECONDO LORO IO NON HO DIRITTO NE’ ALLA RICHIESTE NOMINATIVA NE A QUELLA NUMERICA, LE AZIENDE NON ASSUMONO. SECON DO VOI E’ POSSIBILE UNA COSA DEL GENERE ?
L A PROVINCIA E’ DIVENTATA UNA GIGANTESCA AGENZIA INTERINALE PER FAR LAVORARE PERSONE CHE SI OCCUPANO DI CHI NON LAVORA.SEMBRA UN CONTROSENSO MA NON E’ COSI’. I SINDACATI HANNO ORMAI ABDICATO A QUELLA CHE DOVEVA ESSERE LA LORO FUNZIONE PRINCIPALE DI CONSULENZA E SOSTEGNO DI DISOCCUPATI, DELEGANDO TUTTO ALLE INTERINALI. SPERO CHE LE INTERINALI FALLISCANO TUTTE. IN PAESI COME IL NORD EUROPA E GLI SATI UNITI QUESTE AGENZIE PRIVATE NON ESISTONO PIU’.
PER FINIRE IL VECCHIO E POLVEROSO UFFICIO DI COLLOCAMENTO DI VIA MAURO MACCHI A MILANO ERA MOLTO PIU’ FUNZIONALE.
L’ ENTE DELLA PROVINCIA E’ AMMINISTRATO CON CRITERI PRIVATISTICI, ORAMAI UNA SPA.
C’E’ QUALCUNO CHE NE SA QUALCOSA IN PIU’?
SALVE,
SONO UN UOMO DI 41 ANNI MILITARE CON RICONOSCIMENTO DI CAUSA DI SERVIZIO CON MENOMAZIONE E RICONOSCIUTA LA SESTA CATEGORIA DELLA TABELLA A (CON DISTINTIVO D’ONORE DI FERITA IN SERVIZIO), VORREI SAPERE SE MIA MOGLIE DIPENDENTE ASL COME INFERMIERA PUO’ ESSERE TRASFERITA IN BASE A QUALCHE LEGGE NEL COMUNE DOVE IO RISIEDO. TRA L’ALTRO QUALI SONO I BENEFICI PER LA MIA SITUAZIONE.
VI RINGRAZIO
Lavoro come bidella da 20anni ,sono affetta da epatite c ho un invalidità del55% ora mi hanno spostato di reparto perchè sono spesso a casa in malattia ovviamente e mi hanno affidato un incarico più pesante : pulire la palestra della scuola dove lavoro isolata dai bambini che adoro punita perchè ammalata infettata dallo stesso stato che dovrebbe tutelarmi. é giusto tutto ciò. Dite voi. Grazie per avere ospitato il mio sfogo . Vi saluto cordialmente Rossi Manuela
ho un invalidità al 37%,come posso fare ad iscrivermi nelle liste di collocamento? attualmente sono disoccupata
grazie